Bosone di Miloz?

Bosone di Miloz?

L’IDENTITÀ è una specie di “bosone di Higgs” sociale, una specie di “campo” che conferisce “etnicità” all’individuo.

Così se mi muovo in Serbia vengo percepito più come croato; in Croazia un po’ più serbo; a Trieste sono slavo e per molti sloveno; in Friuli sono più triestino; per i veneti sono istriano; in Italia sono balcanico; in Medio Oriente sono italiano. Per una mia ex datrice di lavoro ero albanese, per un mio ex compagno di scuola ero “talijano”, e così via.

Io sono sempre io, ma la mia “etnicità” cambia a seconda del “campo identitario” in cui mi muovo. Quindi…

Disclaimer: il titolare non è responsabile della propria appartenenza etnica, né degli eventuali danni a terzi che ne potrebbero derivare.

Come mangeremo domani? – VI

Come mangeremo domani? – VI

La questione della produzione automatizzata è oramai entrata, prepotentemente, nell’ambito del discorso economico “mainstream”. Ma sono ancora poche idee per qualche soluzione praticabile.

Fino pochi mesi fa il giornale della Confindustria dava ampio spazio all’iniziativa “Industria 4.0”. Ora, chissà se per colpa delle condizioni non splendide in cui si trova Il Sole 24 ORE, si parla più dei probabili effetti nefasti sulla coesione sociale dell’automazione industriale, che certamente provocherebbe una perdita inappellabile dei posti di lavoro e del reddito per una grandissima parte della popolazione. Continue reading “Come mangeremo domani? – VI”

msg. dal covo sicuro

realitycheck

*BBS, lo “slow” internet esiste ancora!*

Nel lontano 1994, quanto ho avuto il mio primo modem a 14,4 baud,
improvvisamente ho scoperto che il mio PC non era una macchina isolata dal
resto del mondo, condannata a essere spippolata soltanto dalle mie mani: era un
individuo in una rete telematica.

Rete che tuttavia non era Internet, ne’ era in tempo reale come oggi
giustamente pensiamo. Si trattava di una rete di BBS, la FidoNET, una rete
globale asincrona, che permetteva la connessione di due modem alla volta, che
si passavano i pacchetti di dati (file e testo), cosi’ come una catena umana si
passa dei sacchi di farina per riempire un magazzino. Con velocita’ oggi
inimmaginabili (14,4 kb/s) ho avuto accesso alla mia prima e-mail, ho scaricato
le mie prime immagini, giochetti, crack, persino un software per leggere
offline alcuni dei numerosi forum online. Insomma, ero connesso con il Mondo,
io nella mia stanza alle 3 di notte invece di fare i compiti di fisica.

Questa sensazione di intimita’ informatica, di connessione con persone pensanti
tramite PC, si e’ rapidamente persa con l’arrivo del primo sito web e del primo
browser (Tiber, se non ricordo male). Nel giro di poche notti ho dimenticato la
mia FidoNET e Insonnia, una BBS di Trieste alla quale mi ero affezionato. Ma
l’imprinting e’ rimasto: il gusto per la scrittura sul terminale, senza
fronzoli, immagini, animazioni, pop-up, video, e tutto cio’ che oggi
consideriamo i contenuti di internet.

Ho scoperto con gioia che esistono ancora molte BBS. Sto scrivendo questo da
una di esse, e lo sto inviando via e-mail. E improvvisamente mi trovo… in un
covo sicuro. Ho trovato la mia tana, un buco sicuro nell’universo on-line dove
la tecnologia va alla mia velocita’ e non il contrario. Dove leggo cio’ che
altre persone pensano sia valsa la pena di scrivere, dove non vengo istigato,
strattonato da pubblicita’, clickbait, dove non mi si chiede a cosa sto
pensando o di pubblicare la mia storia. Un posto, nel cyberspazio (qui questo
termine non e’ obsoleto), dove si lotta ancora con le lettere accentuate, i
menu sono testuali, e c’e’ tempo per pensare e scrivere.

Se avete voglia di scrivermi con calma, interagire senza frenesia ne’ pretese
che vi risponda in giornata, contattatemi via telnet://realitycheckbbs.org dove
sono @Miloz, o scrivetemi a milos.malinic@realitycheckbbs.org -> solo testo,
niente allegati.

Cordialmente.
@Miloz

Il giudizio universale unidimensionale

Il giudizio universale unidimensionale

Poteva Trump non stupire anche i suoi sostenitori, dopo che dell’imprevedibilità ha fatto la sua bandiera? Certo che no. E allora perché gli eurotrumpiani si stupiscono? Perché ragionano unidimensionalmente.

Buono o cattivo. Pro-Putin o anti-putin. Nostro o terrorista. Chiamatelo estremismo, massimalismo, radicalismo o come volete, ma la caratteristica delle menti deboli è che, essendo troppo difficile ragionare in un mondo complesso, riducono ogni questione a una sola dimensione — di qua o di là — e con i loro mazzetti di giudizi unidimensionali credono (cercano) di capire l’Universo.

Trump è amico di Putin. Putin è l’unico che combatte contro il terrorismo. Assad è l’unico che combatte contro l’ISIS. L’Unione Europea è un fallimento. La Brexit salverà il Regno Unito. ecc. ecc. ecc. Sono tra le frasi più semplici che si possano concepire in una lingua (“A è B”), e per questo sono efficaci nella comunicazione, ma nello stesso tempo sono talmente semplificatorie da non corrispondere affatto alla realtà. Continue reading “Il giudizio universale unidimensionale”

Come mangeremo domani? – V

Come mangeremo domani? – V

da: Punto Informatico

Gates: i robot-operai devono essere tassati

Il fondatore di Microsoft propone una tassazione per i dipendenti di ferro e chip. Analoga a quella dei lavoratori in carne ossa. Per gestire al meglio la transizione

Roma – I robot “rubano” il lavoro agli esseri umani? Almeno tassiamoli. È questo il pensiero espresso da Bill Gates durante una recente intervista. Si tratta di un approccio curioso alla tecnologia ma che potrebbe effettivamente avere risvolti positivi tanto per le aziende che per i lavoratori. Grazie ad una tassazione dei robot a carico dei possessori o dei produttori si innescherebbe un meccanismo di recupero di fondi, utili per essere impiegati per sopperire alla riduzione di posti di lavoro finanziando attività di welfare e incentivando la riconversione dei lavoratori verso mansioni differenti. Si pensi ad esempio alle professioni assistenziali a favore di bambini, anziani o meno abbienti: in questo caso il ruolo umano oltre ad essere riconosciuto è anche fondamentale. Continue reading “Come mangeremo domani? – V”

Trump, ora non facciamo che…

Trump, ora non facciamo che…

Mentre Hillary, i Democratici e tutti i partiti normodotati europei continuano a cercare le ragioni della vittoria di Trump, urgono politiche di “limitazione del danno”

Per iniziare propongo una lista di errori che dovremmo evitare, collettivamente, per poter costruire dei ragionamenti politici che ci permettano sopravvivere il trumpismo. In confronto a cui il berlusconismo era fine arte del governo.

Primo errore da evitare: accettare il fatto come normale.
Il fatto che Trump — un bugiardo patologico, imbroglione e ignorante — sia Presidente degli Usa… NON E’ NORMALE!!!
“Hahaha… rosicate, rosicate!!!”, dirà il trumpiano medio. Ovvio che rosichiamo! Informatevi su chi è Trump, cosa ha fatto nella vita, come è diventato ciò che è, come si è arricchito — di materiale on-line ora non ne manca — e capirete che il posto ideale per gente come lui è la galera, non la Casa Bianca. Il fatto che nonostante tutto ciò che ha fatto sia arrivato a capo della più grande potenza mondiale, non è normale! E’ SBAGLIATO! Continue reading “Trump, ora non facciamo che…”