Per me l’Anarchia…

Per me l’Anarchia…

C’è il detto “due anarchici, tre opinioni”. Per questo non ho mai sentito il bisogno di aderire a qualche gruppo, anzi, me ne tengo volentieri in disparte.

La cosa però è un po’ triste. L’attuale pratica anarchica è inerte. Dopo la fiammata della metà degli anni ’70, non se n’è fatto più nulla. L’impronta sociale dell’anarchia, come idea, si rispecchia nel numero delle A-cerchiate disegnate sui muri delle città. Molte, tra l’altro, hanno oltre 20 anni.

Ciò che maggiormente mi tiene lontano dall’associazionismo anarchico sono la sua manifestazione vetero-ideologica, la tendenza a rimanere confinato come un pensiero di nicchia, tipo un “club” per pochi eletti, e un “culto” dell’anarchismo inteso come opposizione sempre e comunque.

Mi spiego.

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Il pollo impossibile

Il pollo impossibile

Due bocconi, scegliendo la parte più pregiata, il petto, e ho rinunciato al pollo. Immangiabile, senza sapore. Quanto costava, del resto, ne dice abbastanza: 3 euro.

Intendo dire, 3 euro un pollo intero, cotto allo spiedo, pronto da mangiare! Mentre cerco di consolarmi con i pomodori (buoni, ma pur sempre solo pomodori), faccio un paio di ragionamenti sul pollo e il processo che lo ha trasformato nel mio deludente pranzo.

3 euro tolta l’IVA e un ipotetico margine di guadagno minuscolo del 1%, e rimaniamo con circa 2,25 euro. In questo c’è tutta la vita e la morte del pollo. L’uovo, la schiusa, tutto ciò che ha mangiato nella propria vita (di 1-2 mesi), tutti gli antibiotici che ha preso, l’acqua, il capannone e il riscaldamento che gli servivano per sopravvivere, il processo di macellazione, produzione, trasporto, controlli sanitari, cottura, condimento, packaging… tutto insieme è costato non più di 2,25 euro! Impossibile? Macché, ci hanno anche guadagnato sopra, in ogni passaggio di mano lungo la filiera, altrimenti non converrebbe venderlo pronto al prezzo finale di 3 euro.

Questa è l’economia contemporanea: in UE siamo in 512 milioni a poter mangiare il nostro pollo da 3 euro; 600 milioni di persone solo in Africa (su 1,2 miliardi totali) guadagnano meno di 3 euro AL MESE. Chi pensa che si possa impedire agli africani di migrare e continuare indisturbati con questo sistema economico è semplicemente folle.

“Una mattina, mi son svegliato”

“Una mattina, mi son svegliato”

Immagino che un giorno qualcuno mi butti fuori di casa. Così, improvvisamente, “Via!”. Mi porto dietro una borsa di libri, un po’ di vestiti, un sacco a pelo, il telefono, il portatile. Una rivista, un giornale, una bottiglia d’acqua, il cuscino, lo spazzolino da denti.

Dopo aver dormito un paio di notti in strada, vengo svegliato da una carica della polizia. Spintoni, idranti, urla, qualche manganellata, e mi ritrovo in pochi minuti senza le mie cose, rimaste lì calpestate nel fango, mentre io, con uno zaino e senza scarpe, vago fradicio per le vie di una città che non mi vuole.

Ecco, una cosa simile è successa veramente ieri a Roma. Ma invece di post-giovani che in qualche modo se la cavano, a essere cacciati come animali sono state famiglie con bambini.

Dopo aver sdoganato il moto leghista “aiutiamoli a casa loro”, bloccato lo Ius Soli, impedito alle ONG di prestare soccorso e minacciato il “reato umanitario”, appoggiato e armato milizie in Libia pur di fermare i disperati, approvato una legge sulla tortura incostituzionale (perché viola le convenzioni internazionali sottoscritte), sacrificato come un capretto la figura di Giulio Regeni sull’altare dell’interesse nazionale, e ora caricato con gli idranti richiedenti e titolari d’asilo, questo governo e questa maggioranza si sono auto-espulsi dall’umano, dalla civiltà. Sono una disgrazia per noi tutti e spero che scompaiano il prima possibile.

#receptionism

#receptionism

I più grandi monologhi tedeschi iniziano con “Eine frage”
— miloz (2017)

Il tempo di capire che una persona sta cercando di comunicare con me, e la signora è già alla ristampa della seconda edizione. Dopo dodici minuti, in cui cercavo di interrompere la raffica agitando braccia, fogli e stracci bianchi in segno resa come un soldato francese inchiodato da una MG34, la signora, fortunatamente ignara della tecnica della respirazione circolare, fa per prendere aria. Piazzo un piede nella porta, e irrompo con uno spietato “Can you please explain in English?”. Panico, “Nein”.
Italiano? “Nein”.
Hrvatski, slovenski, česki? “Nein”.
Butto lì un temerario по русски. “Nein”.
中文? “Nein”.
JAVA, python? “Nein”.
Niente, deraglio la signora verso il mio collega di madrelingua tedesca, e torno a trascrivere le password del wifi. Che poi scoprirò essere nomi e cognomi di ospiti polacchi. (Cmq. con ‘grzeskiewicz’ mi ero connesso…).

Altri dodici minuti dopo, la signora abbandona soddisfatta la reception manco avesse ottenuto il controllo dell’Alsazia, e ovviamente lasciando la porta aperta. Modo suo per contribuire alla riduzione del riscaldamento globale, visto che la reception è climatizzata. “Madonna, quanto sono complicati i tedeschi”, commenta il mio collega. Cosa voleva? chiedo. “Sapere a che ora deve abbandonare la stanza”. Zehn uhr, KRISHTO, zehn uhr… lo sapevo!!!

Capire Salvini e i suoi leghisti [HOW-TO]

Capire Salvini e i suoi leghisti [HOW-TO]

Non ho mai, mai, sentito l’eurodeputato Salvini nominare o puntare il dito contro Provenzano, Riina, un altro boss della mafia, o la mafia stessa (ok, quest’ultima l’ha nominata una volta nel 2015 durate un comizio elettorale in Sicilia). No. Punta il dito contro Don Ciotti e Libera.

Non l’ho mai visto Salvini puntare il dito contro la camorra, o nominare un boss della ‘ndrangheta, sacra corona unita, oramai radicate anche in Lombardia. No. Se la prende con Saviano e il fatto che vive sotto scorta. Non l’ho mai sentito urlare “Ruspa!” contro gli ecomostri, o le ville abusive dei boss della malavita. Lo urla contro i rom. Non l’ho mai sentito dire che “è giusto armarsi contro chi viene a chiederti il pizzo”, ma sì contro gli immigrati.

Non l’ho mai sentito dire che Kim Jong-un, Assad sono dei dittatori e criminali, che se non ci fossero, il mondo sarebbe migliore. Ha mai detto “se non fermiamo le guerre, i migranti non si fermeranno mica”? Ha mai preso posizione contro l’oscurantismo wahhabita in Arabia Saudita, e la vendita di armi europee alla stessa? No, invece ha detto “spariamo ai barconi”, “rimandiamoli a casa”, “fermiamo le ONG”, “espellere gli islamici”, “chiudere le moschee”.

Non l’ho visto scagliarsi verbalmente contro i funzionari pubblici che intascavano milioni di euro in tangenti, che spendevano privatamente poi si facevano rimborsare dalla Regione. Ma se la prende con la Boldrini, con la Kyenge.

Ha mai protestato contro gli imprenditori che orchestrano truffe per intascarsi i fondi Ue, europarlamentari che firmano finte presenze e intascano indennità non dovute? No, ha detto che “bisogna uscire dall’euro”.

Ha mai detto Salvini qualcosa sulle stragi di Stato, sui servizi segreti deviati, sulle indagini insabbiate, sulle carceri sovraffollate, sui tribunali e le forze dell’ordine sotto organico? No. Si mette la maglietta della Polizia ed è fatta.

Ma perché l’eurodeputato leghista è così distratto da riuscire a mancare sistematicamente il nocciolo di ogni, e dico ogni, problema? E’ che Salvini sembra cattivo e rozzo, invece, nel profondo del suo cuore, è solo un cacasotto fancazzista, ecco perché.