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Il grave errore di Wikipedia-IT

Conoscenza libera e gratuita per tutti!
Questo è uno dei principi di Wikipedia, prima enciclopedia al Mondo, che da anni fa un grande lavoro per l’umanità, con il contributo volontario della comunità di naviganti e donatori. Fino a oggi tutti pensavamo che fosse un principio fondante. Poi Wikipedia-IT ha deciso di mostrare i muscoli contro il “decreto intercettazioni”, e ha chiuso l’accesso all’enciclopedia in italiano agli utenti.
Cos’ha fatto sapere Wkipedia-IT ai suoi utenti:
1. che l’accessibilità ai contenuti può essere arbitrariamente negata da parte dei gestori dell’enciclopedia (una cerchia non meglio definita di superutenti), quindi che la “libertà” esiste finché lo permettono loro… pura prepotenza e abuso del contributo collettivo;
2. che aderiscono ingenuamente a campagne mediatiche (in questo caso promosse da Repubblica) senza capire cosa stanno facendo (pubblicità a Repubblica) e di cosa stanno parlando (un ddl, all’inizio del suo iter);
3. che Wikipedia sta per chiudere… è quello che ha capito il 90% degli utenti che si è trovato la pagina con le spiegazioni della “serrata”;
4. che il libero accesso alla conoscenza è una arma di ricatto – verso chi? – verso i cittadini cui è destinata la conoscenza, perché si indignino, ora contro il ddl, domani contro chissà cosa: è la politica, bellezza!;
5. che di “serrate” simili ce ne saranno altre, perché non mi pare che il legislatore sia immune da iniziative legislative patetiche o imbarazzanti come il “ddl intercettazioni”.
Cosa NON ha fatto sapere Wkipedia-IT ai suoi utenti:
1. cos’è e come funziona un ddl;
2. come funziona l’iter parlamentare di un ddl, una legge, ecc;
3. che il ddl non è approvato, ma è in discussione;
4. perché è matematico che un tale provvedimento non possa vedere luce;
5. che rientra nelle prerogative democratiche dei parlamentari e dei ministeri proporre, discutere, approvare, e che poi ci son istituzioni che controllano, correggono, bocciano i provvedimenti.
E’ molto triste vedere come anche un sito che fa della conoscenza il suo motivo di esistenza poi, per colpa di alcuni rozzi che come pappagalli blaterano di sciopero manco fossero minatori, finisca per alimentare e sfruttare l’ignoranza delle persone.
L’insostenibile leggerezza della verità
Domanda: perché comunichiamo, manifestiamo, protestiamo, ci indigniamo, ci mobilitiamo, ecc.?
Risposta da manuale: perché vediamo leso un nostro diritto, perché vogliamo ripristinare la verità e la giustizia.
Motivo effettivo: perché vogliamo per forza avere ragione e useremo tutti i mezzi a nostra disposizione per ottenerla.
Per la maggioranza di noi la verità non c’entra nulla con l’aver ragione, e i mezzi da noi impiegati (vedi la domanda) vengono usati come arma per conquistare la ragione, non come scudo per difendere il nostro diritto. Esattamente come chi sta il governo, solo che i suoi mezzi per avere ragione sono “il potere”.

Recentemente ho partecipato a una conferenza stampa dell’Italia dei Valori che ha presentato 3 referendum. Presentando quello contro il nucleare, si sono citati un “gravissimo incidente” alla centrale slovena di Krsko nell’estate 2008, la totale “assenza di esperti e tecnologia nucleare in Italia”, e il fatto che una “centrale richiede enormi quantità di acqua”.
Ora, il “gravissimo incidente” non c’è mai stato. L’evento è stato classificato dall’Agenzia internazionale per l’energia atomica come guasto con livello di pericolo “zero”. C’è stata una perdita d’acqua di raffreddamento, il computer l’ha notato e ha spento la reazione, e la Slovenia ha informato l’Aiea e l’Ue come prevedono gli accordi. L’Italia dispone di esperti e tecnologie, tant’è che gli ingegneri dell’Enel installano e gestiscono centrali in giro per l’Europa e ci sono diverse ditte italiane (per esempio la Mangiarotti) che producono componenti. L’acqua utilizzata da una centrale nucleare è più o meno la stessa di una a turbo-gas o carbone, (serve a trasferire il calore e raffreddare) e molto meno di una idroelettrica. Non mi pare che accanto a Krsko ci passi il Mississipi.
Visto che si promuove un referendum, che è lo strumento più democratico che esista, perché bisogna alimentare il panico tra le persone con fatti incompleti o falsi? Non si fa un migliore servizio alla democrazia se si dicono le cose come stanno, e poi che la gente decida?
Utilizzare la comunicazione come arma non porta alla democrazia, ma a una guerra di comunicazione. E come in tutte le guerre la verità è la prima vittima.
Lo abbiamo visto anche nell’uccisione degli attivisti nel “mare di Gaza” da parte dei soldati israeliani, dove è mancata la verità da entrambe le parti. Vada per le bugie uscite da Israele, il governo e l’esercito sono in perenne stato di psicosi da guerra e quello che esce dalla loro bocca serve a combattere. Non so se si rendono conto di quanto è lontano il loro cervello dal mondo reale…
Non è bene, però, che la verità non esca dalle bocche dei pacifisti o attivisti pro-palestinesi, che spesso trascurano le ragioni dell’altra parte. O, ancora più gravemente, accettano la sfida della “guerra di comunicazione” a colpi di chi la spara più grossa per conquistare l’opinione pubblica. Anche non dire tutta la verità, quando la si conosce, è in fondo una bugia.
Per chiunque persegua la giustizia e la democrazia, la verità è l’unica strada possibile e, insidiosa e dolorosa che sia, non ammette deviazioni.
