Archivio delle Categorie: non si può andare avanti così

Era glaciale

Sono alla fine della spedizione dubaiana e tra 2-3 giorni lascerò l’inverno arabo a 25 gradi per quello più familiare a -5. Ma non è il freddo né la bora a 130 orari che mi preoccupa. Mi preoccupa invece tornare in un paese che si fa sorprendere dal freddo d’inverno. In cui bastano 5 cm di neve per bloccare la capitale, e 10 per il resto del paese. Dove i treni si guastano a colpi di candidi fiocchi. Dove gli spazzaneve (che ci sono) escono e si bloccano perché non hanno montato le catene. Tutto si guasta, tutto si ferma.
Ma dov’è finita l’arte di arrangiarsi!? Ma dove sono finite le camminate nella neve per andare a scuola/lavoro, il mettere mano alle cose per farle funzionare!? Dov’è il calore umano? E’ possibile che le persone in Italia siano talmente disperate e rassegnate che ogni evento diventa eccezionale, un’emergenza, e basta una normale nevicata invernale, qualche grado in meno, un acquazzone estivo per mandare tutto all’aria? Tutto! E sentirsi soli, indifesi, abbandonati di fronte agli elementi?
Questo gelo mentale, che sta diventando un’era glaciale italiana, mi fa una paura boia.

sub-Giornalismo: il quasi-contratto di meta-collaborazione

Nella mia modesta carriera di giornalista precario, non potevo credere quando i colleghi mi dicevano di essere pagati 3 euro lordi ad articolo. Fino a quando non mi sono state proposte le stesse condizioni.
Ecco il contratto di schiavitù collaborazione che ho ricevuto.

CONTENUTO NON ADATTO
A UN PUBBLICO SENSIBILE

Venezia Mestre, 20 maggio 2011

Egregio signore,

sentito il nostro Direttore, Le confermiamo che accettiamo la Sua collaborazione autonoma articolistica al nostro quotidiano “Il Gazzettino”.

Con decorrenza 20 maggio 2011 Le verrà riconosciuto, un compenso – di cui alleghiamo un apposito prospetto esplicativo che deve essere considerato parte integrante del presente accordo – per ogni articolo pubblicato e che deve ritenersi comprensivo di ogni spesa eventualmente sostenuta, nonché dell’eventuale diritto di pubblicazione su altre testate del gruppo e/o siti internet, ed al lordo delle trattenute contributive e fiscali secondo Legge.

Le confermiamo, inoltre, che la Sua collaborazione non dovrà, né potrà mai concretare un rapporto di lavoro subordinato né di collaborazione fissa di cui agli articoli 1, 2, 35 del vigente CCNL giornalistico né di corrispondenza come agli articoli 12 e 36 dello stesso CCNL in quanto Lei non intende assumere vincoli di dipendenza, né di subordinazione, né dì orario nei nostri confronti, sicché la Sua collaborazione potrà dar luogo esclusivamente ad un rapporto di prestazione professionale autonoma regolata, oltre che dai nostri accordi, dagli articoli 2222 e seguenti del c.c..

Ciascuna delle parti potrà recedere dal presente accordo in qualsiasi momento, dandone comunicazione scritta all’altra parte con un preavviso di 15 giorni, senza che ciò possa determinare alcun obbligo di risarcimento o indennitario per tale recesso.

Il presente accordo, che annulla e sostituisce ogni precedente intesa, si intenderà perfezionato con il ricevimento da parte dell’Azienda di copia della presente lettera debitamente firmata per integrale accettazione di quanto ivi contenuto.

Distinti saluti.

 

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Grillo e Berlusconi, gli stessi meccanismi

Prima precisazione: non ho nulla contro il Movimento 5 Stelle, formazione politica che ha i suoi perché ed essendo entro i limiti della democrazia merita tutto il rispetto del caso.


Prendo spunto, invece, dall’articolo su Beppe Grillo pubblicato sull’Espresso, e che ha fatto tanto incazzare il comico genovese. Perché? Perché ripropone alcune cose che lui ha detto, esattamente come fa lui con tutti gli altri, di cui evidentemente non è fiero ed è troppo orgoglioso per ammetterlo.

Personalmente non stimo più Grillo dal 2007, quando sul suo blog si espresse sui rom con toni razzisti, e dai commenti mi accorsi che metà dei suoi sostenitori era pacificamente razzista. L’altra metà, per fortuna, no. Da allora ho iniziato a notare i difetti di Grillo, e ho scoperto analogie curiose con un altro istrione, il nostro amato leader Berlusconi.

- Entrambi hanno trovato una fama esplosiva con i nuovi media. Silvio con la TV negli anni ’80, Beppe con Internet nei 2000.
- Entrambi usano i media in senso unidirezionale. Silvio usa la TV e i giornali che sono unidirezionali, e si incazza quando altre TV e giornali gli si contrappongono. Internet non è unidirezionale, ma per Beppe è come se lo fosse, e si incazza quando la bidirezionalità gli si ritorce contro.
- Entrambi tendono a parlare senza ascoltare. Silvio dal podio, dal telefono/schermo, Beppe dal palco, dalla webcam/monitor. Non dialogano, monologano. Non rispondono, ma affossano il dissenso con battutacce.
- Entrambi fanno esclamazioni e battute ad effetto, al limite della verità. Spesso sconfinando, perché così funzionano meglio. Offendono, ridicolizzano, caricano l’”avversario” sempre in contumacia, mai in un faccia a faccia.
- Entrambi sono agitatori e istigatori delle piazze, e amano il pubblico e gli spettatori.
- Entrambi si atteggiano da quello che non sono. Silvio è un premier-operaio-pompiere-ferroviere-politico-muratore-cantautore-ecc… Beppe è un comico-economista-fisico_nucleare-ingegnere-agronomo-sociologo-giurista-ecc…
- Entrambi godono di un supporto quasi mistico dei propri seguaci. Quello che loro dicono “è la verità”. E se dicono una cazzata, “contestualizziamo”, oppure “non è da prendere tutto alla lettera” e “comunque c’è un fondo di verità”.
- Entrambi hanno un atteggiamento messianico, chi li segue è bravo, gli altri sono tutti disonesti. Tutti!
- Entrambi sono legittimati dai sostenitori, ingiudicabili perché votati o acclamati.
- Entrambi, ad un certo punto, non contenti del successo professionale (Silvio imprenditore/editore, Beppe comico/attore) hanno deciso di “scendere in campo” con un movimento politico, incentrato sul loro Ego, per rottamare la vecchia politica.

Mi fermo qui. Ma non riesco a non notare come il livello basso del contesto politico e sociale sia ciò permette l’ascesa (o discesa) politica di questi personaggi fuori dagli schemi. Ciascuno di loro non contribuisce alla crescita del Paese, ma abbassa ulteriormente il livello (morale, culturale, etico, politico, sociale), spianando la strada al personaggio successivo. Chissà, quindi, cosa verrà dopo Grillo.

Povera Ruby


No, veramente: povera Ruby!
Lo scandalo sessuale del premier che prende il nome della vittima, coinvolta ancora minorenne, è una cosa che mi rende molto triste. Mi rende ancora più triste vedere come le persone comuni reagiscono quando si parla della vittima, Karima, “in arte” Ruby.
Povera Ruby!
L’opinione che molta, troppa, gente ha di lei è che la ragazza di indole sia un “tr…”. Lo si dice “off records”, in via confidenziale: “Ma lascia stare, quella lì è proprio una tr…, guarda che foto, guarda come si veste!” Un’opinione che è una sentenza, non solo senza appello, ma senza giudizio! Nulla serve spiegare che all’epoca del presunto misfatto la ragazza avesse 16-17 anni, anche se non lo dimostrava.
Povera Ruby!
Nulla serve spiegare che proviene da una non-famiglia, che ha avuto una non-infanzia, che ha cercato e trovato una non-adolescenza di cui tutti sono stati lieti di approfittare. Lei stessa dice che è una casinista e bugiarda e, personalmente, sono le uniche parole a cui credo. È ridicolo, se non drammatico, il modo in cui interpreta il mondo e la situazione nella quale si trova. È evidente che non è matura come persona, che non capisce una madonna anche se anagraficamente oramai è maggiorenne.
Povera Ruby!
Per lei non c’è attenuante, neppure la minore età le è concessa. Non c’è neppure pietà. Nemmeno indifferenza! L’opinione media ha deciso di scagliare la prima pietra. Poi un’altra e un’altra ancora. Nel nome della morale, dell’orgoglio femminile, della nazione, ecc, ecc. Ma lo fa contro l’elemento più debole di tutta la vicenda. Perché la ragazza è carina, lo sa ed è l’unico modo di rapportarsi con il mondo che la sua vita sfigata le ha insegnato. E questo è imperdonabile per l’opinione comune, che invece manda giù facilmente la “professionalità” delle altre ragazze dello “scandalo Ruby”. Per giustificare il vero protagonista si sono scomodati persino alcuni alti prelati. Su Ruby la giuria popolare ha invece sentenziato: quello che le è successo è colpa sua.
Povera Ruby!
Per me non sei tr… e non è colpa tua: sei solo un bel po’ sfortunata.

Radio Vaticana, testata nucleare

E’ concluso l’incidente probatorio che era stato richiesto nel 2006 dalla Procura della Repubblica di Roma nell’ambito del procedimento penale nei confronti dei responsabili della Radio Vaticana.
I risultati, che i comitati cittadini, definiscono “sconvolgenti”, sono stati depositati nelle scorse settimane. E indicano una associazione “coerente, importante e significativa” di rischio di morte per leucemia o di rischio di ammalarsi di leucemia, linfoma e mieloma per lunga esposizione residenziale ai ripetitori dell’emittente della Santa Sede fino a 12 chilometri di distanza da questa.
L’accertamento è stato condotto da Andrea Micheli, dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. Responsabile dell’inchiesta è il pm Stefano Pesci. Il perito ha spiegato, secondo un comunicato del Coordinamento dei Comitati di Roma Nord: “L’eccesso di rischio è clamorosamente alto. L’effetto è molto importante e non può essere dovuto al caso. I risultati ottenuti sono assolutamente impressionanti. Non siamo stati in grado di trovare un fattore di causa diverso dalla Radio Vaticana”. E poi ha aggiunto: “Non si può non pensare che lì sia successo qualcosa di importante per la vita di quelle persone, che non è spiegabile con altra causa che non siano le emissioni della Radio Vaticana. I risultati hanno a che fare con la dislocazione in cui queste persone hanno abitato nella loro vita e questi bambini hanno abitato nel loro periodo di vita. Livelli così elevati di rischio si riscontrano, nella letteratura scientifica, soltanto negli studi epidemiologici relativi alle zone che hanno subito gli effetti dell’esplosione di una bomba atomica“.
Lo studio di mortalità ha analizzato i decessi per tutte le età avvenuti negli anni dal 1997 al 2003 per quelle patologie ed ha esaminato i 20 anni di storia abitativa antecedenti la data della morte, determinando, fino a 12 chilometri dalla Radio Vaticana, un fattore di rischio di morte per leucemia 4,9 volte superiore al valore atteso oltre i 12 km. di distanza ed un fattore di rischio pari a 1,7 volte se si considerano tutte le patologie tumorali del sistema emolinfopoietico (leucemie, linfomi, mielomi).
Il Coordinamento dei Comitati di Roma Nord chiede alle autorità nazionale e locali: “l’immediata sospensione delle trasmissioni della Radio Vaticana e la sua delocalizzazione in un luogo in cui non possa accrescere il rischio di morte e di malattie per gli esseri umani, oppure l’abbandono totale di questa obsoleta tecnologia in favore della diffusione satellitare dei propri programmi radiofonici”. Le associazioni vogliono anche “l’immediato blocco del rilascio di concessioni edilizie nel territorio oggetto di indagine”. (fonte Apcom)

“Angelino, lanciami i componenti!!!”

Pugni rotanti! Giavellotto astrale!! Scudo retroattivo!!!

A questo punto ho anch’io una proposta politica: una legge ad personam, anzi ad Berlusconi.
Dice una roba molto semplice: “Silvio Berlusconi, e solo lui, gode della totale impunità per qualsiasi cosa abbia fatto fino a ora, a patto che rinunci ora e per sempre a qualsiasi funzione e incarico pubblico”.
Silvio non vuole farsi processare in alcun modo, e le inventa tutte. Oh, ma proprio tutte. Ma tutte tutte tutte!!!
E va bene! Gli perdoniamo tutto (anche le barzellette), però si levi dalle palle così possiamo andare avanti senza che il Paese venga demolito ulteriormente.
Mi pare una proposta accettabile. No?

C’è chi per una bestemmia è stato sbattuto fuori dalla Fattoria. Berlusconi… niente!

CPT: domande mal riposte

Nuovo tentativo di fuga dal CPT (centro di permanenza temporanea), noto ora come CIE (centro di identificazione ed espulsione), di Gradisca d’Isonzo (GO). Un tentativo di fuga non riuscito, trasformato in rissa tra immigrati e forze dell’ordine del centro di detenz… segreg… isola… …del CIE. Esito: la centrale termica distrutta, 2 immigrati arrestati (…già, perché erano liberi…) e 6 militari della brigata Ariete finiti in ospedale.
Domande:
Cosa cavolo ci fanno i militari dell’Esercito dentro il CIE di Gradisca?
Perché se le sono date loro con gli immigrati, quando la “repressione” nel CIE è compito della Polizia?
Che razza di strutture sono i CIE/CPT se a fare la guardia a immigrati dietro le sbarre ci stanno i soldati dell’esercito?

P.S. Se fossi un immigrato dentro il CPT cercherei ovviamente di fuggire con tutte le forze.

Vizio di forma

Oggi ho capito che anche la mafia è interessata dal fenomeno del precariato.
E’ il reato di “concorso esterno in associazione mafiosa”, art. 416-bis del codice penale, che si realizza quando qualcuno apporta un contributo effettivo al perseguimento di scopi illeciti di un’associazione mafiosa senza prender parte al sodalizio mafioso stesso.
In pratica si tratta di un Co.Co.Pro!!!
Pensa che sfiga, ti spacchi il culo in quattro, niente ferie, niente malattia, niente buoni pasto, e neppure ti fanno partecipare al sodalizio. Tu delinqui, e loro si godono la vita. Sono tutti uguali i datori di lavoro!

A questo punto penso che potrei definire il mio contratto da giornalista precario come “concorso esterno in associazione redazionale”.

Opportunità catastrofiche

Ci sono volute 9 persone uccise sulla nave che voleva forzare l’embargo di Gaza per sollevare davanti la questione palestinese davanti agli occhi del mondo.
C’è voluta un esplosione con 11 morti sulla piattaforma petrolifera, e la catastrofe ecologica nel Golfo del Messico per scuotere le coscienze negli Usa sulla questione ambientale e sul ruolo delle energie rinnovabili e sostenibili.
Che catastrofe dovremmo invocare per sbarazzarci dei nostri governanti diversamente onesti e di quell’ombra dei politicanti chiamata opposizione? E’ possibile che per rovesciare un “dittatore” dobbiamo per forza attendere che instauri la sua dittatura?

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